Ehm…cu-cù….sono ancora qui

Ehm…ehm….da dove partire dopo 10 mesi di assenza?

Di acqua sotto ai ponti ne è passata tantissima, in ogni senso visto che piove ormai da mesi….intendevo che dall’ultimo post sono cambiate molte cose, abbiamo stravolto le nostre vite cambiando casa, paese, scuole, conoscenti…..quasi tutto è andato per il verso sperato….racconterò in un prossimo post per maggiori dettagli…magari potrei farne uno per ogni componente della famiglia….mmm, bella idea!

Più volte mi sono promessa che avrei scritto un post, non tanto per chi mi legge…c’è ancora qualcuno a proposito?…..quanto per me, trovo meraviglioso andare a leggere i post di 2-3 anni fa in cui raccontavo episodi che avevo dimenticato.

Ora ho deciso di ricominciare.

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Accettata l’offerta, si inizia dalle scuole

L’offerta che abbiamo fatto per la nuova casa è stata accettata, per cui il passo successivo è stato quello di informarmi per il trasferimento dei bambini nelle nuove scuole.

Ero felice perchè anche nel nuovo paese le scuole sono vicine, ancora più di adesso, anzi, un’unico stop e ne consegnavo due, ero felice perchè l’asilo per Ometto è comunale (o statale) per cui a fine mese avremo sborsato un po di € in meno…….

A quanto pare, ho scoperto adesso, vengo da una realtà che rispecchia poco la situazione generale, dal momento che per Ometto non c’è posto, ma intanto “lo metta in lista d’attesa, non si sa mai”, mentre per Donnina ci sono tre sezioni da 24, quindi è tutto pieno anche lì ( ma il limite non era 27 per classe?)…….

Per Donnina, una volta complilati i moduli di iscrizione so per certo che avrà il suo posto, mentre per Ometto dovrò iscriverlo ad un’altro asilo dello stesso comune ma che si trova più o meno lungo la strada che farò per andare al lavoro, pregando che nel frattempo si liberi un posto in quello comunale. L’asilo di scorta è una scuola paritaria, quindi privata, che ha lo stesso metodo di insegnamento e organizzazione della scuola che hanno frequentato finora, quindi son certa che mi piacerà, però mandarlo lì’ significherà che tra due anni, al momento di passare alla primaria, dovrà dividersi nuovamente dai suoi amici che continueranno nella scuola della frazione mentre i miei li mando in quella del comune…..non muore nessuno, certo, però mi piacerebbe poter dare un po’ di continuità.

Poi mi chiedo come fanno i bambini che cambiano non solo scuola ma stato ogni 3×2, non sarà facile ma servirà a crescere, noi saremo al loro fianco e incrociamo le dita perchè tutto vada per il meglio, il destino deciderà per noi!

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Cronologia dei traslochi

1 – avevo 13 anni, non vedevo l’ora di traslocare nella nuova casa in cui i miei avevano riposto soldi sudori e speranze….andavamo decisamente in meglio, il triplo del nostro appartamento come metratura e la zona residenziale dove avevo già degli amici che frequentavo a scuola. Nessun trauma dato che la scuola e quindi le amicizie rimanevano le stesse. Un’unica grande preoccupazione per il mio zaino di scuola che era stato perso chissà dove durante il trasloco (poi non devo lamentarmi di mia figlia se ha la fissa della scuola)

2 – avevo 25 anni, eravamo sposi novelli e un mese e mezzo prima del matrimonio avevamo trovato questo super appartamento arredato da 120 mq in cui in due ci perdevamo, era in centro città ma tanto a noi serviva quasi esclusivamente per dormire. Siamo stati messi a dura prova dai folli vicini che avevano come unico scopo della loro vita quello di farci i dispetti, ma poi, sapendo che noi saremmo prima o poi andati via non ci abbiamo perso più di tanto la pazienza….o forse col tempo certe cose si dimenticano

3 – avevo quasi 29 anni, avevamo definitivamente perso l’appartamento che avevamo comprato sulla carta grazie al fallimento dell’impresa edile, eravamo piccioni in cerca di cuccioli (che non arrivavano) e abbiamo trovato l’appartamento attuale, di proprietà di una mia amica, situato a 200 mt dai miei e dietro casa di mia sorella. Abbiamo traslocato con un armadio e un divano, oltre ai nostri beni personali, un sabato di dicembre, ero già incinta ma l’ho scoperto il sabato successivo. Qui ci siamo stati bene, mi dispiace moltissimo andarmene, sono nati i nostri due figli e abbiamo passato bei momenti. Ci siamo ricreduti sul vicinato in quanto a parte qualche screzio, non potremmo chiedere di più, la zona residenziale è il top nel senso che davanti abbiamo questo parco dove i bambini scorazzano liberi assieme ad amici di scuola……..solo che non è nostro, basta come motivazione per andarsene?

La nostra offerta è stata accettata per cui passiamo allo step successivo, il mutuo …non voglio pensarci sennò mi sale l’ansia e molto altro.

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gratis = di poco valore?

Parlavo una volta con una mia amica, ora insegnante in un liceo, dei tempi in cui studiava e dava ripetizioni. Agli inizi chiedeva una cifra abbastanza bassa, per iniziare a “farsi il giro” e spesso le capitava che non la pagassero, “tanto erano cifre irrisorie”, quando ha alzato il prezzo, ha diminuito queste fregature.

Ora mi sono trovata in una situazione simile, anche se in un contesto decisamente diverso.

In parrocchia, nelle 3 settimane di giugno succedute alla fine della scuola, hanno organizzato dei centri estivi, tutti i pomeriggi dalle 14.30 alle 18, attività varie gestite e organizzate da ragazzi e mamme volontari, che hanno coinvolto comunque un centinaio di ragazzi dai 6 ai 13 anni. Va da sè che per gestire un numero così alto di partecipanti, gli organizzatori si siano organizzati per tempo e abbiamo dato fondo a tempo libero, oltre che durante questi pomeriggi, anche in serate precedenti per fare un programma delle giornate. Ai genitori viene chiesto un contributo di 10€ a settimana, praticamente sono quasi gratis, se si fa un confronto con le altre offerte.

Però, proprio perchè l’esborso di denaro è così esiguo ho visto di tutto, mamme che iscrivono i figli e poi li tengono a casa “perchè sono stanchi”, mamme che non li iscrivono entro il termine ma poi chiedono durante il corso delle settimane che i lori figli vengano inseriti, altre che li iscrivono per una settimana e poi però li manderanno anche dopo “perchè tanto non devono mica pagare gli insegnanti”.

Ma perchè quando è gratis, automaticamente diventa un servizio di serie B che autorizza le persone a far quel che vogliono? Mi pare che proprio perchè c’è chi regala del tempo libero a far divertire i tuoi figli (e a risolvere a te il problema di “dove li metto”) sia doveroso comportarsi con un minimo di rispetto.

Evidentemente non è così scontato per tutti.

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Una promozione …malinconica!

Ieri sono andata a ritirare la pagella di Donnina, visto che molto probabilmente a settembre non vedrà più le sue maestre, ha voluto venire anche lei, per salutarle per l’ultima volta, io ho portato anche la macch.fotografica, per farle una foto. Penso che un domani penserà con tenerezza alle maestre che l’hanno seguita durante il suo primo anno di scuola.

Lei era molto emozionata, io pure, quando ha visto la sua maestra da lontano, che stava per entrare a scuola, si è commossa perchè ho visto i suoi occhi brillare, io mi sono commossa nel mio cuore, mi risulta difficile farmi vedere piangere dai miei figli, ritengo inoltre che in questa fase iniziale di un presunto trasloco, debba farmi vedere come la mamma che incoraggia al cambiamento, non come quella che piange con loro per quello che lasciamo.

Siamo entrate in aula, mi aspettavo una bella pagella, i voti che ha portato a casa durante tutto l’anno me lo anticipavano, ma, scusate, qui posso dirlo, trovarmi una lista di 10 ha buttato il mio ego di mamma sulla luna. Lo so che non ho nessun merito, solo fortuna di avere una figlia che ama la scuola e che per ora le riesce semplice apprendere, però mi son sentita così fiera della mia Donnina che non lo posso descrivere.

Poi l’aria si è rattristata per tutti quando abbiamo comunicato che a settembre probabilmente non ci si vedrà più, le maestre sono state mortificate perchè c’è il rischio che da due sezioni ne facciano una unica da 27, …capisco quanto cambi per loro avere una classe da 15 e pensare di avrne una da 27, ma così è la vita.

Uscite da scuola Donnina mi ha chiesto in regalo un braccialetto che vendono nell’edicola situata a fianco della scuola, ovvio che si!

Poi il vero regalo saranno 4 giorni in montagna, a fare i contadini, mungere le mucche e pulire la stalla, stare insieme e rallentare….nel mio caso, dormire dormire dormire

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stravolgimenti in corso

Qualche mese fa, forse addirittura l’anno scorso, mi lamentavo nel blog, della mia vita, che iniziava a starmi stretta, nel senso che mi annoiava un po’……ecco, ora sono al punto in cui vorrei poter avere qualche punto fermo….della serie “mai contenta”!
In breve l’elenco di tutto quello che sta cambiando, che e’ cambiato o che cambierà, da novembre 2011 a settembre 2012:
– Sbadato ha cambiato lavoro, di conseguenza c’è stata una riorganizzazione famigliare. In breve, lavorando lui a 80km da casa quello che faceva lui in casa (prevalentemente stirare e lavare i piatti) è caduto sulle mie spalle. Senza contare che per fare tutto, molto adesso viene posticipato al w-e, con corse allucinanti per poter fare tutto e, conseguentemente, nervosismo (da parte mia) quindi litigi, battibecchi, malumori. Diciamo che il nostro rapporto di coppia è messo a dura prova, tiene per ora, per carità, ma non voglio che il futuro sia così.
– avendo ora l’auto aziendale abbiamo messo in vendita una delle nostre, ….mi son fatta una cultura anche nel campo dei motori per mettere gli annunci on line. Che sia la crisi o il mio annuncio poco appetibile, ad ora è ancora invenduta…. il “problema” è che CI SERVONO i soldi perchè…..
– un mese fa ci siamo messi alla ricerca di una casa da acquistare, dopo anni e anni di ricerche on line, abbiamo preso coraggio e ci siamo buttati. Alla terza casa visitata ci siamo fermati, l’avevamo trovata……e giusto lunedì sera ci hanno detto che la nostra offera è stata accettata.
– visto che pare si stia concretizzando il nostro sogno di comprare casa a cascata consegue il trasloco, quarto della mia vita, stavolta con tutti i mobili e accessori per 4 persone, l’ultima volta eravamo in due con un armadio e un divano!
– a seguito del trasloco, i bambini dovranno cambiare scuola….ahi ahi ahi, ci sto lavorando, sono riuscita a incuriosire un po’ Donnina, Ometto invece non ne vuole sapere di cambiare scuola, si sa che con lui è tutto più difficile
– in concomitanza con la ricerca della casa, ho deciso di mollare il lavoro del pomeriggio, finalemnte farò 4 ore la mattina e tanti saluti, spero di potermi riprendere un po’ perchè mi sento come vivessi da sola, tutto sulle mie spalle, dormo poco e il tempo non basta mai (tanto per dire, ringrazio il tempo balordo dal momento che non ho ancora fatto il cambio degli armadi)…e poi le ultime tre settimane in azienda non passano più!

Della serie “troppa grazia Sant’Antonio!”

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aggiungere uno zero…. non sarebbe così sbagliato!

Settimana scorsa abbiamo parlato con un consulente per caricarci sulle spalle un mutuo 30ennale…vabbè, non mi dilungo per scaramanzia, a tempo debito darò ulteriori dettagli. Il punto è che quando ci sono stati chiesti i nostri stipendi ho visto, nero su bianco, un 2000 contro un 700 (solo un part-time visto che domani mi licenzio dal part.time del pomeriggio)…dicevo, un 2000 contro un 700…….e poi ci sono giornate come oggi.

Sbadato si alza alle 7,10, apparecchia la tavola, fa colazione, si prepara, si veste e parte. Tra strada e lavoro, tolti 30-60 minuti di pranzo, sta fuori casa circa 12 ore. Tornato a casa cena velocemente, fa la doccia a Ometto, si prepara e va a giocare a calcetto. Tornerà stasera dopo una cena dato che è l’ultima sera di calcetto prima delle vacanze, se si ricorda fa la lavatrice prima di dormire con i panni sporchi e se domattina non si prende a letto la stende…forse.

Io mi sono alzata alle 6,10, 30 minuti di passeggiata, doccia, prepara i bimbi e la sottoscritta, prepara le merende, fai i letti e alle 7,50 si sale in auto, accompagna i bambini a scuola e alle 8,24 ero in ufficio. Pranzo (lavorando) con 1 scatoletta di tonno, cracker e 2 carote. 7 ore di lavoro. Passo a prendere i bimbi alle 16, centro commerciale per un salto in profumeria (dopobarba di Sbadato) e gelato con i bimbi (devo dire che sono stati 15 minuti di calma e serenità, abbracciati su una panchina come 3 innamorati), poi delirio al supermercato per la spesa mensile col carrello traboccante, gli altri clienti che rischiavano di investire ogni 3×2 i miei figli, io che li dovevo tenere continuamente d’occhio, la lista della spesa da leggere, entrambi in modalità parlata-no-stop a cui ogni tanto bisogna pure rispondere con qualcosa di diverso dal solito uh-uh-bello-bravo. Ritorno a casa alle 18,15, 7 borsone della spesa da sistemare, Donnina che doveva studiare scienze ed essendo le prime volte bisogna aiutarla, la cena da preparare. Cena. Ometto cacciato dalla camera mentre si studiava scienze, meno male che in quel momento è tornato il marito-prodigo. Storia, preghiere, pensiero della giornata, buonanotte bimbi!

Ora solo le 21.53, ho i piatti da lavare (non ho la lavastoviglie), i capelli da colorare, le gambe a depilare (ma anche no perchè domani piove!), gli inviti per le amiche di Donnina da preparare, ordinare un po’ in giro, farmi la doccia e dormire prima di svenire.

Forse in quel foglio avrei dovuto scrivere 2000 contro 7000 !

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Accontentarsi

cari amici

mi ha appena telefonato C. perchè ieri sera mi ha visto andare via un po’ arrabbiata ed era preoccupata che me la fossi presa con lei per la scena svolta assieme, dato che non era riuscita molto bene……

A scanso di equivoci preciso che ero arrabbiata con me stessa, pur consapevole che con una serata di  prova non sarei comunque riuscita a fare miracoli, per la prima volta nella mia esperienza teatrale mi sono trovata ad annaspare per terminare la scena e a ciò non sono abituata.

Mi ero impegnata molto per imparare il copione ed ero convinta che bastasse per portare sul palco una cosa decente, evidentemente non è stato così (parlo sempre per me, sia chiaro)

La cosa che mi ha innervosito molto è non aver capito dove (non chi) si è sbagliato

Comunque i problemi della vita sono ben altri e questo mi ha insegnato che nonostante l’impegno, a volte ci si deve accontentare di un risultato (a mio parere) mediocre

E’ sempre un piacere passare un po’ di ore con tutti voi

Ecco una bella lezione che ho imparato ieri sera sulla mia pelle, anche se mi brucia ancora….me ne devo ricordare quando Donnina si arrabbia perchè non raggiunge il top…..se questo è l’esempio che le do, cosa la sgrido a fare?

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Ma chi te l’ha fatto fare?

Come già detto, in Francia siamo stati ospitati da famiglie locali, tutti i nostri amici raccontavano le meraviglie delle case e dei  padroni di casa, delle colazioni preparate con baguette, ovviamente, e marmellate più strane, fatte rigorosamente dalle donne di casa, di tenute meravigliose, di case in sasso tipiche del luogo, della biblioteca a due piani presente in una casa, e di questo e di quell’altro……

Tutti o quasi, visto che io e la mia amica siamo state ospitate da una famiglia piuttosto strana, alla fine non abbiamo capito se non avessero colto lo spirito di scambio culturale per il quale si prevede che si, devi dare da dormire e mangiare a degli estranei, ma devi anche parlarci assieme, cercare di conoscerli o per lo meno scambiare due frasi o se fossero stati in qualche modo “obbligati” a farlo e alla fine eravamo per loro solo un peso.

A parte il fatto che avevamo una depandance esclusiva solo per noi due, dove di depandance c’era solo il fatto che avevamo due stanze per conto nostro perchè era piuttosto fatiscente. Più “magagne” saltavano fuori, più ridevamo!

Prima c’era l’anta della cucina che, una volta aperta, è rimasta in mano alla mia amica e io ho rincorso la vite per la cucina per poi riagganciarla, la finestra della stessa cucina non si poteva aprire perchè rischiavamo che il vetro rotto ci cadesse addosso, poi abbiamo trovato un wc la cui ciambella era staccata dalla tazza di ceramica per cui ogni volta bisognava usarlo con cautela cercando il giusto equilibrio per non cadere a terra, gli asciugamani a nostra disposizione erano completamente fradici per una perdita d’acqua sotto il lavandino e una volta appurato il tutto, la padrona di casa li ha messi a mo’ di tappeto….da quella volta abbiamo usato lo scottex per asciugarci il viso! La mia amica dormiva su un divano letto che rischiava di chiudersi a panino ogni volta che si girava, ecco perchè sotto al letto c’era uno scatolone! La prima sera ha fatto un temporale pazzesco e il tic-tic che sentivo non erano le pagine del libro che lei stava leggendo ma la pioggia che entrava in una parte del soffitto finendo dentro a un termoventilatore elettrico che avevamo appena spento! Arrivate la prima sera abbiamo trovato qualcosa da mangiare e da bere, piuttosto frugale,  quello era il cibo che ci doveva bastare fino a domenica mattina, quando siamo tornate a casa, non serve spiegare com’era la consistenza della baguette di venerdì sera dopo 2 giorni! Non abbiamo mai passato più di 5 minuti al giorno a parlare, di solito era per scambiarci informazioni pratiche del tipo “dobbiamo essere accompagnate di qua a tal ora” e comunque sempre in piedi nel cortile di casa.  Nei momenti in cui tutti ci si ritrovava per mangiare assieme, i nostri padroni di casa non erano mai presenti (da lì abbiamo capito che erano così asociali con tutti), non ci accompagnavano mai per cui noi eravamo sempre le orfane di turno, adottate da una vicina di casa francese che provvedeva ai nostri bisogni. Non parliamo degli spettacoli di teatro, a cui i nostri padroni di casa non hanno mai assistito “perchè a noi il teatro fa schifo”….beata sincerità!

Comunque sia, alla fine lì eravamo e lì dovevamo restare, per fortuna sia io che la mia compagna di avventure ci siamo adattate e l’abbiamo buttata in ridere, alla fine siamo state ospitate gratis per cui a caval donato non si guarda in bocca, però quando questi francesi ci hanno chiesto i nostri indirizzi per essere ospitati a casa nostra, nel caso venissero in Italia, io, che non ho stanze libere, ho pensato che se li metto in garage saranno a loro agio, almeno da me non piove dentro!

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In gita come i quindicenni…che stress!

Mi sono ripresa in questi giorni dal viaggio fatto in Francia 10 giorni fa. Sono state tante le sensazioni di questa gita “quasi” spensierata, quasi perchè anche se non avevo con me i pupi il mio pensiero era da loro ogni 3×2, ma la cosa che ricordo meglio è quanto abbiamo riso, da non riuscire ad addormentarsi la sera, risate per ogni stupidaggine che veniva detta rigorosamente al microfono in pullman, gli aneddoti che ognuno doveva raccontare sulla diversità di abitudini trovate nelle famiglie francesi….mi è sembrato di ritornare ai tempi delle superiori quando andavamo in gita con la scuola e si tornava a casa con la sensazione di essere più uniti che mai !

10 ore di pullman il venerdì, passaggio nella casa che ci ospitava per una doccia, un panino al volo (come a pranzo d’altronde), serata a teatro per vedere la compagnia locale e cena a mezzanotte, più assonnati che affamati.

Sabato mattina giro in un castello vicino, pranzo tutti assieme gentilmente offerto dai francesi (panini e qualche insalata di riso), pomeriggio shopping in un paesino vicino (sacchetti di lavanda e saponette, of course, siamo in Provenza!) e visita a una distilleria locale dove abbiamo assaggiato tutti gli sciroppi possibili immaginabili, quello alla lavanda dicono essere sublime con lo champagne…lo spero! Berlo con l’acqua era come bere acqua e detersivo! 🙂 Passaggio per casa per la solita doccia e poi ancora a teatro, per vedere la stupefacente interpretazione dei nostri. Cena di mezzanotte, sempre più assonnati che affamati.

Domenica mattina sveglia all’alba, alle 8 si parte per il ritorno a casa, 11 ore di pullman con riscaldamento rotto e funzionante e ancora panini! Pazzesco! Arrivo a casa sotto un diluvio universale che, nonostante ombrello e impermeabile, avevo anche le mutande bagnate!

Arrivo sotto casa e tutti e tre sono lì che mi guardano frementi, abbraccio infinito e si ritorna alla routine, che bella avventura!

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